Pubblicato da: phpink su: Luglio 3, 2008
L’Italia dovrebbe investire di più e meglio nella cooperazione internazionale. A suggerirlo non sono solo le organizzazioni non governative, stavolta a rimproverare il nostro paese ci pensa l’Onu. La diminuzione a livello europeo delle risorse per l’aiuto allo sviluppo impone un’attenzione alla qualità degli aiuti per migliorarne l’efficacia. Soprattutto per un Paese come l’Italia, che non può certo definirsi un “buon donatore” ed è in coda alla classifica europea. La raccomandazione arriva dall’ultimo rapporto della Campagna Onu del Millennio, curato insieme con quindici organizzazioni della società civile e ufficialmente consegnato a rappresentanti di governo e Parlamento al termine della conferenza di presentazione nella sala stampa della Camera dei Deputati. I 5 passi per la cooperazione.Cinque i passi che il sistema Italia deve fare, secondo il rapporto, per migliorare gli interventi di cooperazione, soprattutto in vista del Forum di settembre ad Accra, in Ghana. Innanzitutto accentuare il coordinamento tra i diversi interventi e renderlo coerente con le strategie del Paese beneficiario; svincolare prestiti e aiuto dall’assistenza tecnica e dai servizi forniti; coordinare le missioni; valutare «sistematicamente e congiuntamente» l’impatto delle iniziative con il Paese partner; dare responsabilità di gestione e di trasparenza ai beneficiari. «Oggi la cooperazione deve essere un impegno bipartisan», ha sottolineato Marina Ponti, coordinatrice per l’Europa della Campagna Onu del Millennio, «uno strumento efficace contro la povertà che tutti i Paesi e governi devono assumersi, a iniziare dai membri del G8».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76629