Pubblicato da: phpink su: settembre 11, 2011
Tradotto nella vita quotidiana significa che spenderemo di più per alcuni beni, non necessariamente di prima necessità ma tuttavia decisamente utili, che la maggior parte delle volte compriamo ignorando di pagare, inclusa nel prezzo, anche l’Iva.In base dunque ad una lista redatta dal quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’ che ad aumentare di un punto percentuale saranno gli abiti, il mercato dell’auto, sia in fase di acquisto che di riparazione e tutto ciò che è collegato alla tecnologia, come Pc, lettori Mp3, telefoni cellulari e relativi abbonamenti, nonché i canoni delle Pay tv.
Tanti chiaramente i cori di protesta, a cominciare dal Codacons che ha chiesto al Governo di lasciare invariata al 20 per cento l’imposta su alcuni prodotti come detersivi, giocattoli e caffè che rischierebbero di andare a pesare sulle famiglie numerose già in difficoltà, e sui carburanti, interessati già dall’aumento delle accise e i cui incrementi di prezzo producono una reazione a catena su tutti gli altri beni.
Il risultato è che nella top ten delle regioni più colpite, la Liguria si colloca al decimo posto: a fronte di un gettito stimato pari a 104.467 miliardi, l’Iva per ogni abitante sarà pari a 64,6 euro, leggermente al di sotto della media nazionale stimata al 69,9.
La copertura del canale potrebbe risolvere definitivamente la fame di parcheggi in città, considerando l’ipotesi allo studio di una nuova viabilità sul Viale Amendola.
Fonte:
http://www.cittadellaspezia.com/Liguria/Cronaca/Iva-ogni-ligure-spendera-sessanta-euro-92792.aspx